domenica 24 febbraio 2013

Polenta di semolino!


Ogni tanto, un’idea culinaria mi ipnotizza e mi porta a un luogo di distrazione assoluta — un luogo ottocentesco.

Mi successe un mese fa, quando l’eccellente foodblogger catanese Peppe Sidoti (cibidicasa.com) mi raccontò de “le piante spontanee che i nostri nonni raccoglievano nei campi e che erano una parte importante della loro alimentazione quotidiana, quanto quelle dell’orto. ... In genere le varie erbe venivano lessate tutte insieme e costituivano ’a minestra servaggia, ... [che] era quasi la cena di ogni sera per mia madre.”

Per alcuni giorni, mia povera moglie non ascoltava nient’altro che i sogni delle verdure selvatiche!

Oggi sono andato in un’altra trance.

Qualche mese fa, avevo letto che la polenta si può fare con le farine altro di quella di granturco.  Farina di riso, farina di grano saraceno, oppure ... il semolino.

Oggi è stato il dì.  Tranquilla era la casa.  E ho fatto la mia prima polenta di semolino.

L’ho preparata nel modo normale, con acqua, sale, e un cucchiaio di burro nell’acqua. (Invece di burro, i miei antenati usavano lo strutto.) 

Della polenta ho fatta solo una piccola quantità, che quando è stata pronta ho trasferita in un piatto di Pyrex.  (Non c’è bisogno di ungere il piatto, a causa del burro dentro la polenta.)



Si lascia raffreddare, poi come si fa?  Fette crude?  Fette grigliate?  Fette fritte in olio?  Gli scagliuozzoli?

Ho deciso di farla i tutti i modi!  Ero così emozionato che non avevo la pazienza di farla raffreddare in frigo.  Perciò le forme “interessanti”:


 
 
Avrei voluto tentare due altri metodi: cotta in forno, e fritta nello strutto.  Comunque alla fine dei conti, forse mi è piaciuta di più la polenta cruda.  L’unione dei due sapori, semolino e burro, mi ha riportato una grandissima nostalgia.  Quando ero picciutteddu mia nonna catanese mi faceva la pastina.  Usava o gli acini di pepe o i capellini spezzati.  Pasta, uova, latte, e burro.  BASTA.  NIENT’altro.  Manco un granello di pepe nero o di sale (altro di quel che c’era nell’acqua). [Ho imparato solo molti anni dopo (2016) che mia altra nonna, Maria Ciampa, faceva la stessissima ricetta per i miei cugini, ma come pastina usava orzo. – L.C. (19/1/16)]

Vedete quanto mi è piaciuta la polenta cruda:


Come si condisce tutta questa polenta?  Stile partenopeo, con la pommarola?  Stile irpino, con la verza?  No, stile ispanoamericano!  Ecco, guarda!  Cheddar vermontese all’habanero piccantissimo, da un casaro di livello mondiale, Cabot.  Il peperoncino focoso, col gusto innocente della polenta — un abbinamento celestiale!

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