sabato 13 ottobre 2012

Lacryma Christi: il Vino del Monte Vesuvio

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Non tutti gli italoamericani s’interessano di ricongiungersi con le loro radici italiane. Molti rimangono contentissimi con “Il Padrino” e Frank Sinatra e gli spaghetti con i polpetti e jug wine.

Ma cos’è il “jug wine,” e come lo si descrive a qualcuno che abita in una terra da vino? E tutta l’Italia è una terra da vino.

In America, abbiamo vino che si vende in bottiglioni da quattro litri, con imboccature twist off di metallo. Questo liquido economico ma ripugnante ha un sapore che è sconosciuto agli italiani.

Una delle differenze che colpiscono di più fra l’America e l’Italia è che, in America, quando vai in una pizzeria o un ristorante e chiedi il “vino di casa,” ricevi il jug wine come descritto sopra. In Italia, ricevi invece il vino di quel paese – vino fresco, delizioso, e locale, che si accorda perfettamente con gli ingredienti freschi, deliziosi, e locali sul tuo piatto.

I vini napoletani sono poco conosciuti in America. Abbiamo vini toscani in profusione. I prezzi e le valutazioni sono tutti e due esagerati, e i vini accompagnano male la cucina meridionale. Fui determinato ad assaggiare qualcosa dalla regione vesuviana.

Il negozio locale di vini aveva solo una bottiglia vesuviana: una Falanghina dello stimato viticoltore avellinese, Feudi di San Gregorio. Mi stupì il sapore di questo meraviglioso vino. Aveva un gusto fruttato, ma allo stesso tempo era secco. Certi storici credono che la Falanghina discenda dal famoso vinum Falernum dell’epoca romana.

Immediatamente volli assaggiare i rossi dei Feudi di San Gregorio. E non ci fu nessun dubbio su quale volessi assaggiare per primo. Il vino menzionato da Dumas, da Voltaire, da Marlowe, da Hawthorne, e dal principe in “Tre Soldi nella Fontana.” Lacryma Christi.

Lacryma Christi è un vino mitico – letteralmente. Ci sono vari miti associati con questo vino. Il poeta romano Marziale scrisse: “Haec iuga quam Nysae colles plus Bacchus amavit.” (“Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa.”) Secondo un altro mito, “Dio riconoscendo nel Golfo di Napoli un lembo di cielo strappato da Lucifero durante la caduta verso gl’inferi, pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del Lacrima Christi.” Ancora un altro mito ci dice che, una volta, Cristo visitò un eremita redento che, prima del commiato, trasformò la sua bevanda imbevibile in vino eccellente.

Cercai in diversi negozi e non riuscii a trovare il Lacryma Christi dei Feudi. Ma non mi potei permettere di ordinarne un cassa. (In America, i vini dei Feudi costano $18 alla bottiglia.) Supplicai alcuni amici di essere partner con me nell’acquisto di un cassa. Facemmo l’ordinazione. Ne presi una bottiglia. L’aprii. Versai il vino nel bicchiere. E solo in quell’istante, vidi che il vino era bianco. Feudi utilizza bottiglie scure per tutti i loro vini, siano bianchi siano rossi. Niente sulla scatola o bottiglia indicava un vino bianco.

Non che il vino non fosse magnifico. E poi, ormai la bottiglia era aperta; mica la potevo mandare indietro ...

Ho spiegato la situazione ai miei “partner.” E il negozio fu così gentile da sostituire la cassa.

L’18 luglio 2012 fu un giorno storico: la prima volta in vita mia che assaggiai Lacryma Christi del Vesuvio! Fu questo il sapore che mi ricordai dalla regione vesuviana. L'unico problema fu questo: dovei fare qualcosa da mangiare con esso, per tema che il vino non mi superasse completamente!

Con un vino così potente, il sugo dové essere rosso e carnoso. Ma nel frigo non c’era niente del genere già preparato. L’acqua già bolliva. E come dice il detto, “La pasta non aspetta mai il sugo.”

In gran fretta, presi gli ingredienti. Avevo una zucchina estiva gialla da una fattoria locale. Avevo una soppressata piccante (250 gr), della ditta Beretta. Velocemente, riempii il robot da cucina della zucchina, della soppressata, 800 gr di pomodori pelati sammarzano, 1 piccola cipolla, e 2 spicchi d’aglio. Con una spatola di gomma, trasferii questa celestiale miscela nella padella, che fu già calda e unta. La feci cuocere per una quindicina di minuti; con un mestolo, aggiunsi dell’acqua di cottura alla padella, quanto necessario. Alla fine, aggiunsi del basilico dal giardino.

La zucchina e la soppressata fecero un contrasto quasi magico. La zucchina fu dolce e leggera; la soppressata fu piccante e, ovviamente, carnosa. Il sapore e la consistenza furono fenomenali, tutti e due!

Questa ricetta improvvisata (a cui diedi come nome “Spaghetti Chiaroscuro”) fu un gran successo. E con il vino ...

(N.B.: In base al contenuto di grassi della soppressata, l’aggiunta di olio potrebbe non essere necessaria.)
Dopo, ho letto di più riguardo Feudi e del suo fondatore, Enzo Ercolino. Il dott. Ercolino era tanto filosofo quanto viticoltore. Oggi l’azienda è sotto la direzione di Francesco Domini. Non si può dubitare che Feudi di San Gregorio sia il vinificatore più grande di Avellino e un dei più grandi – o forse il più grande – della regione intera della Campania.

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