mercoledì 5 dicembre 2012

Addio, sogni di gloria

Giuseppe Di Stefano (* 24 luglio 1921 Motta Sant’Anastasia, CT — † 3 marzo 2008 Santa Maria Hoè, LC) era un tenore smisuratamente popolare in America durante gli anni Cinquanta.  Non sono grandissimo fan di “Pippo,” ma nessuno ha catturato la malinconia e la sincerità di questa canzone meglio di lui.

Giuseppe Di Stefano (born 24 July 1921 Motta Sant’Anastasia, near Catania  — died 3 March 2008 Santa Maria Hoè, near Milan) was a wildly popular tenor in America during the Fifties.  I’m not a huge fan of “Pippo,” but no one captured the melancholy and sincerity of this song better than he.



(Scroll down for the English translation)

Quando ragazzi felici andavamo alla scuola
con la cartella a tracolla ed in tasca la mela
per il futuro avevamo un vestito di gala
quante speranze di gloria e di celebrità
ma inesorabile il tempo tracciava il cammino
e a testa china anneghiamo nel nostro destino.

Addio sogni di gloria
addio castelli in aria.
Guardo con sordo rancore la mia scrivania
cerco a scacciare ma invano la monotonia
Addio anni di gioventù
perchè perchè non ritornate più
Sono una foglia d'autunno che nella tormenta
teme il grigiore dei giorni l'inverno paventa

La donna sincera aspettai
compagna dei sogni miei
ma invano cercai cercai
amore anche tu dove sei

Addio sogni di gloria
addio castelli in aria
Prendo la penna e continuo la doppia partita
faccio una macchia d'inchiostro mi treman le dita

Meglio tacer le memorie o vecchio cuor mio
sogni di gloria addio

When we were happy children, we went to school,
with our books on our shoulder and an apple in our pocket.
For the future we had a fine suit.
So many hopes of glory and of celebrity!
But inexorably, time was tracing the pathway,
and with bowed heads we drown in our destiny.

Farewell, dreams of glory
farewell, castles in the air.
With dull rancor I look at my writing desk.
I try, but in vain, to drive away the monotony.
Farewell, years of youth.
Because, because you will never return.
I am an autumn leaf which, in a storm,
dreads the grayness of the days of winter.

I waited for a sincere woman,
companion for my dreams.
But in vain I searched, I searched.
Love, even you: where are you?

Farewell, dreams of glory.
Farewell, castles in the air.
I pick up a pen and I continue the double game.
I make an ink stain; my fingers tremble.

Better to keep the memories silent, old heart of mine.
Dreams of glory, farewell.

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