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giovedì 6 febbraio 2020

"Nardelle" (delicious simple fritters)

Una nardella.
Io non sono molto appassionato per i dolci. Ogni tanto mangio un quadrato di cioccolato scuro al 90%. (Anche al 95%!) Ma aldilà di quello, io mangio raramente i dolci. Quindi, per qualcosina per mangiare con il mio caffè, io desidero sempre qualcosa di salato.

Spesso faccio questo: Sbatto un uovo con un cucchiaino di farina. Senza latte, senz’acqua. Solamente un uovo e un cucchiaino di farina.  A volte, aggiungerò uno dei sapori che si aggiungerebbero ai taralli pugliesi: o qualche seme di finocchio, o qualche macinata di pepe nero, o qualche fiocco di peperoncino, o — per la “Nardella sapore pizza” —  una piccola goccia di sugo avvanzato più una gratuggiatina di formaggio.  Così, semplice semplice. Le friggo o in evo o in burro (o, più raramente — ma più deliziosamente — nello strutto casereccio).

Poi mi sono domandato: come si chiamano ’ste cose ccà? Non è una frittella. Non è un pancake. Non è una crespella. Non è proprio una frittata, dovuto alla presenza di farina. Ma non è una crêpe, dovuto all’assenza di liquido. (I crêpe vengono dalle crespelle, che derivano dalla crispa romana. Una pastella spessa non fa le crespe nella padella.) Questo mio spuntino doveva avere già un nome — non potevo immaginare che l’abbia inventato io!

Ne ho scritto a diversi amici. Ecco, guarda: tutti mi hanno detto che ne sia l’inventore io, e che tocchi a me sceglierne un nome!

Be’, rimango scettico che di tutte le mamme impoverite di tutti i figli affamati per tutti i secoli, nessuna ci abbia mai pensato. Non si sarebbero resi conto che, dopo qualche minuto, il composto lievita un po’, consentendole di saziare i più grandi stomaci?

Anzi, so per certo che nel Sud quando si faceva i cotoletti impanati (sia uovo-pangrattato, sia farina-uovo-pangrattato), la pastella avanzata assolutamente non si buttava via. Anch’io faccio le frittelle da questa roba preziosa. (Piacciono tanto ai miei figli, specialmente con una spruzzata di limone.)

Ora, se volete scusarmi, ho sete de ’na tazzulell’ ’e caffè. Vediamo se rimanga un uovo nel frigo...

ADDENDUM (21 marzo 2020)
Ieri ho inventato la “Nardella Austriaca,” con due sapori: i semi di carvi e la paprika piccante ungherese. (Ho avuto questi due a portata di mano, perché spesso faccio il Gulasch.) In questo caso, friggetele o nel burro o nello strutto (ma non nell’olio di oliva).
   I do not have a sweet tooth. Every so often I eat a square of 90% dark chocolate. (Or even 95%!) But beyond that, I rarely eat sweets. Thus, for a little something to eat with my espresso, I always crave something savory.

Often I do this: I beat one egg with one teaspoon of flour.  No milk, no water. Just one egg and one teaspoon flour.  Sometimes I add one of the flavors that one would add to Puglia-style taralli: either a few fennel seeds, or a few turns of fresh ground black pepper, or a few red pepper flakes, or — for the "pizza-flavor Nardella" — a tiny drop of leftover sugo and a little grated cheese. That's it, very simple. I fry them either in EVOO or butter (or, more rarely — but more deliciously — in homemade lard).

Then I wondered: what do you call these things? They're not fritters. They're not pancakes. They're not crêpes. They're not really omelettes, due to the presence of flour. But they're not crêpes, due to the absence of liquid. (Crêpes come from the Italian crespelle, which derive from the Roman crispa, which means "wrinkle." A thick batter doesn't wrinkle in the pan.) This snack of mine had to already have a name — I couldn't imagine that I invented it!

I wrote about it to several Italian friends. Lo and behold: they told me that I am the inventor, and that it fell upon me to give it a name!

Well, I remain unconvinced that all of the impoverished mothers of all of the starving children for all of the centuries, no one ever thought of it. They didn't realize that, after a few minutes, the batter rises a little, making it possible to fill the larger stomachs?

In fact, I know for certain that in Southern Italy when they made breaded cutlets (be it egg-breadcrumbs, or flour-egg-breadcrumbs), the leftover batter absolutely would not be thrown away. Even I make fritters from this precious stuff. (My kids love them, especially with a squeeze of lemon.)

Now if you'll excuse me, I am thirsty for a cup of espresso. Let's see if there is an egg left in the fridge ...

ADDENDUM (21 March 2020)
Yesterday I invented the "Austrian Nardella," with two seasonings: caraway seeds and hot Hungarian paprika. (I had these two flavors on hand, because I often make Gulasch.) In this case, fry them either in butter or lard (but not olive oil).

domenica 25 novembre 2012

Uno Snack Celestiale

The Calabrese-style salame I can buy at the supermarket. The dry white wine I can buy at the liquor store. But the home-style taralli with fennel I can buy only at Tutto Italiano in Wellesley, Massachusetts (http://www.tuttowellesley.com/).

Il salame di stile calabrese posso comprare al supermercato. Il vino bianco secco posso comprare all’enoteca. Ma i taralli caserecci al finocchietto posso comprare solo a Tutto Italiano a Wellesley, Massachusetts (http://www.tuttowellesley.com/).

venerdì 26 ottobre 2012

Pain Perdu all'Italoamericana

(For the English version, see the following post.)

Toast alla Francese è un degli esempi più magnifici della “cucina povera” — che certamente è la cucina più ricca che abbiamo. Fette vecchie di pane si trasformano in una delle colazioni più popolari e beneamate in America. (Capisco bene che gli italiani non mangiano le uova a colazione!)

Nel “bagno” di uova e latte, si può aggiungere vaniglia, cannella, anche un po’ di succo d’arancia. Si soffrigge il pane bagnato in una padella con burro (ovviamente non con olio EVO).

Sopra il toast, i condimenti più comuni sono il burro e lo sciroppo d’acero. Se viaggiate al nord del Massachusetts — Vermont, New Hampshire, Maine, e Ontario — trovate lo sciroppo d’acero più fantastico del mondo (anche se gli americani più spesso usano le imitazioni vili che si trovano in supermercato). Altri condimenti molto comuni sono lo zucchero a velo e la composta di frutta.

Ingredienti:
4 fette di pane (rafferme o fresche)
Olio EVO
2 o 3 uova
un po’ di latte (facoltativo — solo se il pane sia duro)
2 spicchi d’aglio, ancora in camicia
sale
pepe
noce moscata, frescamente macinata
pecorino, parmigiano, o un altro formaggio che vi piace


Preparazione:
Battete le uova (e il latte se l’usiate) con il sale, il pepe, e la noce moscata. (Importante: NON usare nè vaniglia nè cannella, ingredienti solo della versione dolce.) Bagnate le fette di pane — pochissimo tempo se pane fresco, più tempo se pane raffermo. Nel frattempo, scaldate la padella; aggiungete l’olio e l’aglio. (Non togliere la camicia dell’aglio.) Soffriggete il pane bagnato qualche minuto per lato. Quando dorato, trasferitelo al piatto e coprite col formaggio della vostra scelta.



Nella foto, il toast al destro è ricoperto di pecorino romano. Al sinistro, ho usato invece una mozzarella affumicata. Preferivo il primo, che era più piccante. Forse con tutti i due formaggi, e il lardo casereccio al posto dell’olio ...