
Here the great Sicilian tenor sings "A te, o cara" from "I Puritani" by the composer from Catania, Vincenzo Bellini.
Diario dell’Esperienza Italoamericana
A Journal of the Italian-American Experience

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| Terrasini (Sicilia), Grotta Perciata Foto © Evelin Costa, per la sua gentile concessione. Photo © Evelin Costa, used with permission. |
| Foto © www.bandw.it |
![]() Lu suli è già spuntatu ni lu mari e vui bidduzza mia durmiti ancora, l’aceddi sunnu stanchi di cantari e affriddateddi aspettanu ccà fora, supra ’ssu balcuneddu su’ pusati e aspettanu quann’è cca v’affacciati Riturnello: Lassati stari, non durmiti chiù, ccà ’mmenzu a iddi dintra a ’sta vanedda ci sugnu puru iù ch’aspettu a vui pi vidiri ’ssa facci accussi bedda passu ccà fora tutti li nuttati e aspettu sulu quannu v’affacciati. |
![]() Il sole è già spuntato in mezzo al mare e voi bellezza mia dormite ancora, gli uccelli sono stanchi di cantare e infreddoliti aspettano qua fuori, sopra questo balconcino sono poggiati e aspettano quand'è che vi affacciate Ritornello: Lasciate stare, non dormite più, che in mezzo a loro in questo vicolo ci sono pure io che aspetto voi per vedere questo volto così bello passo qui fuori tutte le notti e aspetto solo quando vi affacciate. Traduzione italiana del siciliano: Wikipedia | ![]() The sun has already risen over the sea and you, my beautiful one, are still sleeping, the birds are tired of singing. Freezing cold, they wait here outside, perched on this little balcony, waiting for you to show your face. Refrain: Come on, don't sleep anymore! Because amidst them in this little alley I am also there, waiting to see that countenance which is so beautiful. I pass by here every night and I wait for you to show your face. English translation of the Italian: Leonardo Ciampa |
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| Foto: Evelin Costa (agavepalermo.com) |
| Evelin Costa è pittrice, scrittrice, e foodblogger di talento straordinario. Il suo amore della sua Palermo nativa è la sua linfa vitale. LC: Dove sei nata? Palermo città, o in un paesino lì vicino? EC: Sono nata a Palermo città. LC: Da chi hai tratto ispirazione culinaria? Mamma? Nonna? EC: Ho trovato ispirazione culinaria da diverse figure della mia famiglia, a cominciare da mia madre che oltre a saper cucinare molto bene, sa anche raccontare storie e aneddoti spesso legati al cibo. Poi dalla famiglia di mio padre, mio nonno era fornaio e impastava con movimenti poetici. Mia nonna cucina ancora oggi benissimo, in maniera tradizionale, da vera palermitana doc. E poi la grande ispirazione la offre la stessa città di Palermo dove cibo, cultura e tradizione si fondono con grande armonia. Il cibo a Palermo è presente in ogni strada, è l’anima pulsante della città. LC: Nonno essendo fornaio, faceva pani da semola? (Io essendo italoamericano, ho una fascinazione del pane da semola. È un sapore stupendo, e questo tipo di pane non si trova facilmente qua.) EC: Mio nonno faceva anche il pane di semola, che a Palermo è chiamato “pane rimacinato.” Il sapore è davvero fantastico e una caratteristica del nostro pane è la grande varietà di forme, a volte davvero artistiche. LC: Quale arte ti ha catturato prima, l’arte culinaria o l’arte visiva? EC: Sono due forme di arte che nella mia vita camminano di pari passo, intrecciandosi tra loro. Fin dall’infanzia ho amato l’arte culinaria. Mi sono persa nei colori della frutta e degli ortaggi disposti nei mercati, ho amato le forme del pane, i profumi speziati, il racconto che ogni piatto ci narra. Da qui nasce anche il desiderio di provare a cucinare, a sperimentare, dosare, inventare, trasformare le materie prime in prima persona. Questo si lega molto al mio amore per le arti visive. Fin da bambina sono entrata anche in contatto con il mondo della pittura, dei colori, del disegno. Mio nonno materno era pittor; era bello vedere il suo studio/laboratorio, anche mia madre dipingeva, io ho sempre disegnato, era un gioco per me. Però ho cominciato a dipingere da adulta; avevo quasi trenta anni, ho trovato il coraggio di cimentarmi in questa arte e me ne sono innamorata. LC: La musa dei suoni, ti ha mai catturato? Hai mai suonato uno strumento? EC: La musica preferisco ascoltarla … Devo dire che da ragazzina strimpellavo la chitarra per emulare mia sorella che sicuramente era molto più brava, però più di tanto non sono riuscita a fare. La musica mi piace quando mi emoziona; però stranamente amo molto anche il silenzio, per esempio quando dipingo ho bisogno che ci sia silenzio intorno a me. LC: Anche a me piace il silenzio – PERCHÉ sono musicista! È un po’ come un pasticciere. Quando torna a casa dopo di lavorare tutta la giornata, non vuole mangiare i babà! EC: Certo, tu di sicuro hai bisogno di un po’ di silenzio per staccare. A me il silenzio favorisce la concentrazione, mi rilassa, mentre alcuni pittori che conosco mi dicono che creano più facilmente se ispirati anche dalla musica. LC: In quale facoltà universitaria hai studiato? EC: All’Università ho studiato Filosofia alla Facoltà di Lettere e Filosofia a Palermo, senza laurearmi. LC: Per lavoro, cosa fai adesso? EC: Ho gestito un bed and breakfast per sette anni, insieme al mio compagno. Da quando abbiamo dovuto chiudere, qualche anno fa, mi dedico principalmente alla pittura e alla scrittura. Conduco una vita molto semplice. Ho lasciato la casa al centro di Palermo, e adesso viviamo in una piccola casetta di famiglia (era la casa di vacanza dei miei nonni) a Terrasini, un paese di mare in provincia di Palermo. Ho un piccolo giardino che mi circonda e che mi rilassa molto, e alcuni gattini a cui badare LC: E in questo giardino crescono ortaggi, erbe ... ? EC: Crescono degli alberelli di limone, quattro ulivi, un albicocco, un albero di fichi, un nespolo, un pino, una vite e poi due piante che amo molto: un rosmarino e un alloro. Stranamente c’è una piantina spontanea di finocchietto selvatico. Questo giardinetto lo ha creato mio nonno paterno. Lui era fornaio e non esperto di piante, purtroppo non è rimasto un tratto di terra libero per creare un orto. Ci ho provato, ma non ha funzionato per l’eccessiva ombra creata dagli alberelli. Mio nonno però amava quel giardinetto e lo curava moltissimo. LC: Il baritono Gaetano Viviani nacque a Terrasini. EC: Non lo sapevo! LC: È un bel paesino? Cioé, è un paesino scenico che t’ispira a dipingere, che ti sprona ad andare alla tela? EC: Il paese di Terrasini è molto bello. Soprattutto i tramonti che si vedono sono unici, poetici, sempre diversi e con colori caldi ed emozionanti. Questi tramonti, la vista del mare, delle piante di agave i cui fiori svettano nell’aria, le rocce della Cala Rossa di Terrasini, tutto ciò ispira il mio animo – ma non la mia pittura. Io dipingo soprattutto ritratti e sono le persone che mi ispirano, gli amici, la gente che incontro, gli sguardi improvvisi, la ricerca di ciò che può emergere dalla profondità di una persona – questo è quello che mi ispira. LC: Dicci una parola del tuo blog, agavepalermo.com. EC: Il mio blog è nato perchè amo la mia terra. Mi piace raccogliere e scrivere aneddoti, leggende, racconti che descrivono la Sicilia ed i siciliani. La gastronomia è un elemento molto importante per conoscere Palermo e la Sicilia in generale; tra aromi, sapori, colori, ogni piatto è come un libro di storia. Poi ci sono i miei racconti di famiglia, i piccoli viaggi, le tradizioni, il folklore. Tutte le immagini seguenti sono le creazioni – siano visive che culinarie – di Evelin Costa (qui riprodotte per il suo gentilissimo concesso). | Evelin Costa is a painter, writer, and foodblogger of extraordinary talent. Her love for her native Palermo is her lifeblood. LC: Where were you born? In Palermo the city, or in a small town nearby? EC: I was born in Palermo, in the city. LC: From whom did you draw culinary inspiration? Your mother? Your grandmother? EC: I found culinary inspiration from different members of my family, starting with my mother who, besides knowing how to cook very well, knows also how to tell stories and anecdotes, often tied to food. Then on my father's side of the family, my grandfather was a baker who kneaded dough with poetic movements. My grandmother still cooks very well even today; she cooks in the traditional manner, like a genuine "Palermitana DOC." And then there is the great inspiration offered by the city of Palermo itself, where food, culture, and tradition are harmoniously fused. The food of Palermo is present on every street; it is the heartbeat of the city. LC: Your grandfather being a baker, did he make breads with semolina? (My being Italian-American, I have a fascination with semolina bread. It is a stupendous taste, and this type of bread is not found easily here.) EC: Yes, my grandfather made semolina bread, which is Palermo is called pane rimacinato. The flavor is truly fantastic, and a characteristic of our bread is the great variety of shapes, sometimes truly artistic. LC: Which art captured you first, the culinary art or visual art? EC: They are two artforms that in my life have gone hand-in-hand, interwoven with each other. Since my childhood I have loved the art of cooking. I lost myself in the colors of the fruits and vegetables on display at the markets; I loved the shapes of the loaves of bread, the spicy aromas, the tale that every dish tells. This is where my desire to try to cook myself was born, to experiment, to try different measurements, to invent, to transform the raw ingredients first-hand. This is very much tied to my love for visual art. Even as a baby I entered into the world of painting, of colors, of drawing. My maternal grandfather was a painter. It was wonderful to see his studio/workshop. My mother also painted. I was always drawing; it was like a game for me. However I began to paint only as an adult; I was almost thirty. I mustered up the courage to take a stab at it, and I fell in love. LC: The muse of sound, did she ever capture you? Have you ever played an instrument? EC: Music I prefer to listen to ... I admit that when I was a little girl I strummed on a guitar to emulate my sister, who was surely more talented. But after a certain point I just didn't succeed at it. I like music when it excites me; but strangely I also love silence. For example, when I paint I need to have silence around me. LC: I also like silence – BECAUSE I'm a musician! It's a little like a pastry chef. When he comes home after working all day, he doesn't want to eat babàs! EC: Of course. You surely need a little silence to detach. To me, silence facilitates concentration and relaxes me, while other painters that I know tell me that they create more easily when they're inspired by music. LC: What was your major in college? EC: I studied philosophy, in the humanities department of the University of Palermo, without finishing my degree. LC: What do you do for work now? EC: I ran a bed and breakfast for seven years, together with my partner. It closed a few years ago, and since then I've dedicated myself primarily to painting and writing. I lead a very simple life. I left the house in the center of Palermo, and now we live in a small, little house of my family (it was my grandparents' vacation home) in Terrasini, a seaside town in the province of Palermo. I have a little garden that surrounds me and relaxes me very much, and a few kitty cats to look after. LC: And in this garden are there vegetables, herbs ... ? EC: There are lemon trees, four olive trees, an apricot tree, a fig tree, a loquat tree, a pine tree, a grape vine, and then two plants that I love very much: a rosemary plant and a bay laurel. And strangely, there is a small wild fennel plant that appeared spontaneously. This little garden was planted by my paternal grandfather. He was a baker and not very adept at growing plants; unfortunately he didn't leave any stretch of land big enough to create a garden. I tried, but it didn't work because of the excessive shade created by all the trees. However, my grandfather loved that little garden and took very good care of it. LC: The baritone Gaetano Viviani was born in Terrasini. EC: I didn't know that! LC: Is it a pretty town? That is, is it a scenic town that inspires you to paint, that spurs you to go over to the canvas? EC: The town of Terrasini is very beautiful. Above all, the sunsets that one sees are unique, poetic, and always different, with warm and exciting colors. These sunsets, the view of the sea, of the agave trees whose flowers stand out in the sky, the big rocks at Cala Rossa di Terrasini, all that inspires my soul – but not my painting. I paint mostly portraits, so it's people that inspire me: friends, people that I meet, the sudden glances, the search for what might emerge from the depths of a person – this is what inspires me. LC: Tell us a word about your blog, agavepalermo.com. EC: I started my blog because I love my homeland. I love to gather and write anecdotes, legends, tales which describe Sicily and Sicilians. The gastronomy is a very important element for understanding Palermo and Sicily in general; between the aromas, flavors, colors, every dish is like a story book. Then there are my family stories, the little trips, the traditions, the folklore. All of the following images are the creations – be they visual or culinary – of Evelin Costa (reproduced here with her very kind consent). |
| Ancora una volta devo esprimere la gioia di abitare al comune of Natick – al nord un gran centro commerciale, al sud una gran fattoria, tutti e due nello stesso comune. Con la stessa facilità, si può arrivare al centro di Boston, e si può fare le spese a varie fattorie. Stamattina, nel parco comunale al centro di Natick, abbiamo fatto una visita ai mercati degli agricoltori. Non c'è spazio qui per descrivere tutte le delizie che si vedevano. Ma una cosa voglio descrivere: LE MELANZANE! Bellissime. Nel supermercato si vedono quasi esclusivamente le grandi melanzane nere. Rarissimamente si vedono le melanzane piccole, di colore viola, come si trovano nella Sicilia. Inspiegabilmente, non avevo mai preparato la Norma. Me ne vergogno doppiamente – mi vergogna come siculofilo, e mi vergogno come Bellinofilo! | Once again I must express the joy of living in the town of Natick – in the north a large mall, in the south a large farm, both in the same town. With equal ease, you can go to the center of Boston, and you can go shopping at various farms. This morning, at Natick Common, we visited the farmers' markets. There is not space here to describe all of the delicacies that we saw. But one thing I do want to describe: THE EGGPLANTS! Gorgeous. In the supermarket you see almost exclusively the big, black eggplants. Very rarely do you see the small, purple eggplants, such as one finds in Sicily. Inexplicably, I had never made la Norma. I am doubly ashamed – ashamed as a Siculophile, and ashamed as a Belliniphile! |
| Chistu è nu piattu a la catanisa fattu apposta in onuri di Vincenzu Bellini. Priparativi na cumuni salsa di pumadamuri a lu basilicu. Pigghiati tri beddi milinciani siciliani, spaccatili 'n quattru, mittitili dintra na sculapasta sbrizziannuci supra n'anticchia di sali da cucina, e lassati ripusari pi un'ura abbuccata. Fattu chistu, pigghiati na padedda cu nu bicchieri d'ogghiu di casa vugghienti e faciti friiri li milinciani. Dintra n'autra pignata cucitivi nu beddu piattu di spaghetti a testa e a mità cuttura sculati e 'mpiattati dopu chi aviti cunzatu la pasta cu la salsa di pumadamuri. Dintra ogni piattu, stinnicchiatici li milinciani e na bedda manciata di ricotta salata e saliata. | Questo è un piatto alla catanese fatto apposta in onore di Vincenzo Bellini. Preparatevi una comune salsa di pomodori al basilico. Prendete tre belle melanzane siciliane, spaccatele in quattro, mettetele dentro una scolapasta, spargendoci sopra un po' di sale da cucina, e lasciate scolare per un ora. Fatto questo, prendete una padella con un bicchiere d'olio [d'oliva] di casa bollente. In un'altra pentola cuocetevi un bel piatto di spaghetti a testa, e a metà cottura scolate, acconciate con la salsa di pomodoro [cioè, mettete la pasta nella padella con il sugo, ove si finisce a cuocere] e impiattate. In ogni piatto, disponete le melanzane e una bella manciata di ricotta salata a scaglie. (Questa classica ricetta siciliana si trova nel libro Sicilia in Bocca di Antonio Cardella. Traduzione italiana di Leonardo Ciampa.) | This is a dish from Catania named in honor of Vincenzo Bellini.* Prepare a tomato & basil sauce in the normal way. Take three nice Sicilian eggplants†, divide them in four, put them in a colander, sprinkle a little kitchen salt on top of them, and let them drain for an hour. After having done this, take a skillet and bring a cup of homemade olive oil to a boil. In another pan, cook a nice dish of spaghetti per head+ and then midway through cooking, strain it, add it to the skillet with the tomato sauce, and let it finish cooking there. Then serve. In each plate, arrange the pieces of eggplant and add a good handful of ricotta salata, grated in slivers. *=Composer of the great opera, Norma. †=Note that these purple eggplants are much smaller than the big, black American ones, and that the purple skins are edible. +=I.e., enough spaghetti so that each person has a nice plate. (This classic recipe is found in the book Sicilia in Bocca by Antonio Cardella. English translation by Leonardo Ciampa) |
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| Ricotta salata Foto: goodfoodrevolution.com |
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| Io ho usato gli spaghetti, ma potete usare le mezze maniche oppure i mezzi rigatoni. I used spaghetti, but you can use mezze maniche or mezzi rigatoni. Foto:seriouseats.com |
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| Vincenzo Bellini (1801-1836) |
| Per me, uno dei più grandi piaceri di Facebook è la possibilità di vedere foto dall'altro lato dell'Atlantico, in particolare dall'Italia meridionale.
Ieri, l'utente "Sicilia La Nostra Terra" ha condiviso un album di foto della pagina "Tipicamente - Tradizioni e Sapori." L'album si chiama "Ecomuseo. Calatafimi Segesta 23-24 agosto." Ma queste foto mi hanno folgorato profondamente. Già avrei goduto le raffigurazioni della vita tradizionale siciliana. Ma la qualità della fotografia – l'illuminazione, i colori – è sbalorditiva. L'album mi ha trafitto. Ne condivido con voi alcune delle foto. Il resto dell'album si trova qua. Mi levo il cappello ai fotografi eccezionali: Giovanni De Martinez, Francesco Iovino, e Vito Curatolo. Vorrei aggiungere, come una nota in calce, che Calatafimi condivide un confine con Salemi, il comune di mio nonno materno, Leonardo Antonino Maggio (cui nome mi fu dato). (Per ulteriori informazioni sull'Ecomuseo: turismocultura@comune.calatafimisegesta.tp.it) | For me, one of the greatest pleasures of Facebook is the possibility of seeing photos from the other side of the Atlantic, in particular of Southern Italy. Yesterday, the user "Sicilia La Nostra Terra" shared a photo album of another user, "Tipicamente - Tradizioni e Sapori." The album is called, "Ecomuseo. Calatafimi Segesta 23-24 agosto." These photos struck me like deeply. Already I would have enjoyed the depictions of traditional Sicilian life. But the quality of the photography – the lighting, the colors – is stunning. The album transfixed me. I share with you a few of the photos. The rest of the album can be found here. I tip my hat to the exceptional photographers: Giovanni De Martinez, Francesco Iovino, and Vito Curatolo. I will add, as a footnote, that Calatafimi shares a border with Salemi, the town of my maternal grandfather, Leonardo Antonino Maggio (for whom I was named). (For more information on the Ecomuseo: turismocultura@comune.calatafimisegesta.tp.it) |
Brani scelti da
La Bedda Sicilia (36 mazurche siciliane), Vol. III (op. 165)
Registrazione dal vivo della prima esecuzione mondiale,
esequita dal compositore (13-14 novembre 2002)
(registrata da Scott Kent)
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Excerpts from
La Bedda Sicilia (36 Sicilian mazurkas), Vol. III (Op. 165)
Live recording of the world-premiere,
performed by the composer (13-14 November 2002)
(recording by Scott Kent)
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| Carità, Oratorio di San Lorenzo, Palermo. |
| Buon compleanno alla grande e originalissimo scultore e maestro nell'arte dello stucco, Giacomo Serpotta (nato a Palermo 10 marzo 1656, morto ivi 27 febbraio 1732). Lo storico dell’arte Rudolf Wittkower lo definì “una meteora nel cielo siciliano.” | Happy birthday to the great and very original sculptor and master of the art of stucco, Giacomo Serpotta (born in Palermo 10 March 1656, died there 27 February 1732). The art historian Rudolf Wittkower called him “a meteor in the Sicilian sky.” |
| Oratorio del Rosario di San Domenico, Palermo |
| Oratorio del Rosario di San Domenico, Palermo |
| Oratorio di San Lorenzo, Palermo. |
| Oratorio di Santa Cita, Palermo. |
| Dei due architetti e urbanisti più importanti di Catania, nessuno era da Catania. Giovanni Battista Vaccarani (architetto del Duomo) nacque a Palermo. E Stefano Ittar nacque a Ovruč, una città polacco-lituana in Ucraina. Tanto della bellezza in Catania che godiamo oggi fu il lavoro di questo magnifico architetto ucraino. La facciata della Basilica della Collegiata, la facciata della Chiesa di San Placido, e la cupola della Chiesa di San Nicola (nell’enorme Monastero dei Benedettini) sono soltanto tre esempi dello splendore del suo lavoro. Si può anche citare la Porta Ferdinandea (oggi chiamata per il nomaccio stupido “Porta Garibaldi”), un arco trionfale costruito nel 1768 da Ittar insieme con il suocero, Francesco Battaglia (mervaglioso architetto anche lui). | Of Catania’s two most important architects and city planners, neither was from Catania. Giovanni Battista Vaccarani (architect of the Cathedral) was born in Palermo. And Stefano Ittar was born in Ovruch, a Polish-Lithuanian town in the Ukraine. So much of Catania’s beauty that we enjoy today was the work of this magnificent Ukrainian architect. The façade of the Basilica della Collegiata, the façade of the Church of St. Placido, and the dome of the Church of St. Nicholas (in the enormous Benedictine Monastery) are but three examples of the splendor of his work. One may also mention the Porta Ferdinandea (called today by the stupid name “Porta Garibaldi”), a triumphal arch built in 1768 by Ittar together with his father-in-law, Francesco Battaglia (himself a marvelous architect). |
| Wikipedia |
| Wikipedia |
| tripadvisor.com.au |
| Foto di / Photo by Leandro Neumann Ciuffo |