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sabato 29 marzo 2014

Buon compleanno, Errico Alvino

Buon compleanno, Errico Alvino (nato Milano, 29 marzo 1809 – morto Roma, 7 giugno 1872). Sebbene nato a Milano, Alvino fu uno degli architetti più importanti di Napoli.  Il suo lavoro più famoso è la facciata neomoresca dello stupendo Duomo di Amalfi.

Happy Birthday, Errico Alvino (born in Milan, 29 March 1809 – died in Rome, 7 June 1872). Though born in Milan, Alvino was one of the most important architects in Naples. His most famous work is the Neo-Moorish façade of the stupendous Amalfi Cathedral.

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giovedì 6 marzo 2014

Un ucraino nella Sicilia / A Ukrainian in Sicily

Dei due architetti e urbanisti più importanti di Catania, nessuno era da Catania. Giovanni Battista Vaccarani (architetto del Duomo) nacque a Palermo. E Stefano Ittar nacque a Ovruč, una città polacco-lituana in Ucraina.

Tanto della bellezza in Catania che godiamo oggi fu il lavoro di questo magnifico architetto ucraino. La facciata della Basilica della Collegiata, la facciata della Chiesa di San Placido, e la cupola della Chiesa di San Nicola (nell’enorme Monastero dei Benedettini) sono soltanto tre esempi dello splendore del suo lavoro.

Si può anche citare la Porta Ferdinandea (oggi chiamata per il nomaccio stupido “Porta Garibaldi”), un arco trionfale costruito nel 1768 da Ittar insieme con il suocero, Francesco Battaglia (mervaglioso architetto anche lui).
  Of Catania’s two most important architects and city planners, neither was from Catania. Giovanni Battista Vaccarani (architect of the Cathedral) was born in Palermo. And Stefano Ittar was born in Ovruch, a Polish-Lithuanian town in the Ukraine.

So much of Catania’s beauty that we enjoy today was the work of this magnificent Ukrainian architect. The façade of the Basilica della Collegiata, the façade of the Church of St. Placido, and the dome of the Church of St. Nicholas (in the enormous Benedictine Monastery) are but three examples of the splendor of his work.

One may also mention the Porta Ferdinandea (called today by the stupid name “Porta Garibaldi”), a triumphal arch built in 1768 by Ittar together with his father-in-law, Francesco Battaglia (himself a marvelous architect).
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tripadvisor.com.au
Foto di / Photo by Leandro Neumann Ciuffo
 Some rights reserved by Leandro’s World Tour

giovedì 27 febbraio 2014

Dieci Cattedrali / Ten Cathedrals

Le 10 più belle facciate di duomo d’Italia.
Elencate alfabeticamente
  The 10 most beautiful cathedral façades in Italy.
Elencate alfabeticamente
Amalfi
Cremona
Firenze
Montefiascone
Orvieto
Palermo
Ragusa
Siena
Siracusa
Venezia
Photos: Wikipedia

martedì 20 agosto 2013

Un'intervista con Rosaria Barbarinaldi


pitturiamo.it
Architetto/pittrice/poetessa Rosaria Barbarinaldi è un’artista da capo ai piedi, e ogni altra cosa nel mezzo.  Posso dire che questa è stata una delle interviste più “poetiche” che ho mai fatto. 


LC: Lei abita e lavora in Basilicata, ma è di origini partenopee, vero? In quale paesino nacque?

RB: Io abito e lavoro in Basilicata, ed in Basilicata sono nata. Il 22 novembre del 1971, a Ferrandina, un bellissimo paesino rinascimentale adagiato su una collina del Materano, la mia dolcissima madre mi diede alla luce. Non sono di origine partenopea, ma a Napoli sono molto legata. In quel caldo e colorato luogo mi sono laureata in architettura, e lì ho iniziato il mio percorso artistico. Le poesie dialettali che ho scritto sono un omaggio a Napoli. Da circa 9 anni vivo e lavoro ad Episcopia (PZ), stupendo borgo medievale immerso nel parco del Pollino.

Ferrandina
flickr.com
Episcopia
flickr.com
LC:. Ci dica qualcosa della Sua infanzia.

RB: La mia è stata un’infanzia serena. Ero una bambina molto timida e riservata, ma sempre circondata da amici. Sono cresciuta nell’amore di una famiglia umile ma incredibilmente ricca di sentimenti. Terza di quattro figli, papà operaio e madre casalinga. Mio padre mi ha senza dubbio trasmesso la passione per il viaggio e per l’arte. Bravissimo intagliatore, con il legno riusciva a creare qualsiasi cosa. Si è purtroppo spento quest’anno, lasciando un incolmabile vuoto.

LC: Il fatto che Lei sia una persona molto artistica è un fatto ovviissimo. Quando si è resa conto delle sue potenzialità artistiche? O è un fatto che si sapeva dall’inizio?

RB: Io, francamente, non mi sono mai considerata un artista. La pittura e la poesia sono per me “attimi di sfogo.” Mi consentono di scaricare tutte le tensioni e i miei tormenti, la mia rabbia, il mio amore; sono un concentrato di tutte le mie emozioni. Se l’arte è tutto questo, allora sono un artista.

LC: Delle tre arti nelle quali Lei è esperta – pittura, poesia, e architettura – quale delle tre si è manifestata per prima?

RB: “Esperta” è una parola troppo grande che non mi rappresenta. Forse sarebbe meglio dire “interessata.” Scrivo poesia e dipingo per passione sin dall’adolescenza. L’architettura è subentrata dopo.

LC: Quale delle tre si sente più fortemente? Lei è “più pittrice,” “più poetessa,” o “più architetto”? Quale delle tre Lei si sente nell’anima che veramente è?

RB: Nella pittura e nella poesia non devo dar conto a nessuno, quindi posso dar libero sfogo alla fantasia ed ai miei sentimenti incondizionatamente. Attraverso la poesia e la pittura, interpreto e rappresento cio che mi circonda dal mio punto di vista del tutto personale. Tutto questo non credo si possa estendere al mio lavoro. Io mi occupo di architettura di interni e design. Nel mio lavoro interpreto e cerco di rappresentare, in ogni mio intervento, il punto di vista del cliente. Il mio motto in architettura è, “La materia prende forma dall’anima di chi dovrà viverla.”

LC: “Materia” nel senso dei materiali fisici, o “materia” nel senso del concetto filosofico?

RB: Per materia si intende l’oggetto, la casa, i mobili, e la forma che questi dovranno assumere, diventare. Ovviamente la forma che essi dovranno prendere rispecchia l’anima e il desiderio di chi dovrà utilizzarli, quindi viverli.

LC: Ci dica un po’ delle Sue attività attuali.

RB: Credo si sia capito dalle risposte precedenti che mi occupo per lavoro e passione di architettura, per passione di pittura e poesia. Espongo i miei quadri con continuità in Italia e all’estero dal 2008, con un discreto successo. Sempre nel 2008 ho deciso di pubblicare le mie poesie sul sito Scrivere. Ho avuto un discreto successo, ed ho avuto modo di conoscere altre persone con cui condividere questa mia passione, che si è concretizzata con la pubblicazione, insieme ad altri autori, di due libri: “San Valentino 2009,” pubblicato nel 2009, e “Addio Alda,” pubblicato nel 2010. Nel 2009 ho partecipato con una mia poesia alla redazione dell’antologia, “Una poesia per l’Abruzzo.” Il ricavato del libro è stato devoluto in beneficenza ad un orfanotrofio dell’Aquila. Nel 2012 ho partecipato insieme ad altri autori alla redazione dell’antologia, “Poeti di ...Versi (Vol. 2).” Nel 2013 ho pubblicato alcune delle mie poesie, insieme ad altri autori, nel libro, “Viaggi Di Versi,” recensito da Elio Pecora.

LC: Lei disse una volta, “La mia idea di architettura è molto simile a quella di un poeta, di un artista, di uno scrittore.” Ci dia un esempio del Suo approccio a un problema architetturale che Lei confronterebbe in una maniera diversa di un “architetto normale” che non ha le stesse sensibilità artistiche?

RB: La mia idea di architettura, come dicevo prima, è simile a quella di un poeta o di un artista, con la differenza che l’artista rappresenta il proprio mondo da un personale punto di vista. L’architetto dovrebbe rappresentare ed interpretare il punto di vista della committenza (nei limiti della decenza). La bravura dell’architetto ha sede proprio nella sua capacità di comprendere il gusto e il desiderio di chi gli sta di fronte. È questo che rende ogni mio intervento diverso da un altro. È questo che probabilmente mi rende diversa dai miei colleghi.
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