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domenica 19 settembre 2021

San Gennaro / St. Januarius

Sopra: la facciata enorme del Duomo di Napoli.
Sotto: Cartolina storica dalla mia collezione personale. Notate i due campanili, che non furono mai costruiti. Anche senza di loro, la facciata è piuttosto imponente!
   Above: the enormous façade of Naples Cathedral.
Below: Historic postcard from my personal collection. Note the two bell towers, which were never built. Even without them, the façade is pretty imposing!
Oggi è la festa di San Gennaro, patrono di Napoli. Lui è così amato a Napoli che la cattedrale è popolarmente conosciuta come il Duomo di San Gennaro – anche se non è questo il suo nome! (In realtà si chiama la Cattedrale dell’Assunta.) 

Non è esagerato dire che questa è una delle cattedrali più grandiose e artistiche del mondo. Molte delle cappelle laterali sono, di per sé, magnifici santuari.

Vidi il Duomo per la prima volta nel gennaio 2001. Fu memorabile come la passeggiata che portò ad essa. Ricordate che questo “turista” di Boston era abituato a chiese molto più piccole, molto più nuove e (ovviamente) molto meno ornate.

La camminata iniziò alla Basilica di Santa Chiara e alla Chiesa del Gesù Nuovo – due grandissime chiese, una accanto all’altra. Di Santa Chiara mi ricordo l’interno vasto ma spoglio, cosparso di piccoli resti di affreschi trecenteschi, in contrasto con l’interno riccamente ornato del Gesù Nuovo. Poi arrivai alla Piazza San Domenico Maggiore, di cui ricordo bene l’obelisco (ma non mi ricordo il più grande obelisco dell’Immacolata davanti al Gesù Nuovo). Della magnifica Chiesa di San Domenico Maggiore m’impressionò il soffitto a cassettoni. Che chiesa magnifica! Ognuna di queste tre chiese supererebbe la maggior parte delle cattedrali del Nord America.

Da San Domenico mi diressi ad est su Spaccanapoli, la strada dove fu inventata la pizza... e una pizza mangiai! Da lì proseguì per Spaccanapoli e svoltai a sinistra in Via Duomo. Le chiese sembravano diventare sempre più grandi ... fino a quando ... arrivai al Duomo.

Mi cadde la mascella.

Una struttura mastodontica. Ogni cappella laterale mi sembrava in sé una grande chiesa. Ricordo la più grande di queste cappelle, la Cappella Reale del Tesoro di San Gennaro – così grande che ha la sua cupola! Ricordo anche un’altra cappella laterale, che di per sé è considerata una basilica: la Basilica di Santa Restituita, edificata nel quarto (!) secolo. Mi ricordo anche la cripta, completamente ricoperta di marmo (impressionante però non all’altezza della stupenda cripta del duomo salernitano). 

Non credo ci sia un altro duomo che possa reggere il paragonare con quello di Napoli. Con la chiesa principale, la basilica del IV secolo, la cappella gotica, la cripta rinascimentale, e la ricchezza di decorazioni barocche, questo massiccio edificio eclissa quasi tutte le altre cattedrali del mondo.

A noi americani oggi può sembrare strano portare il nome del mese di gennaio (come agli italiani sembra strano chiamare una femmina Giugno!). Ma Gennaro è uno dei nomi più popolari in Campania. Mio padre si chiamava Gennaro. Prese il nome dallo zio paterno Gennaro, molto amato da mio nonno e che oggi ha molti discendenti sia in Europa che in America.
   Today is the feast day of St. Januarius, the patron saint of Naples. He is so beloved in Naples that the Cathedral is popularly known as St. Januarius Cathedral – even though that is not its name! (It is actually called the Cathedral of the Assumption.)

It is no exaggeration to say that this is one of the grandest and most artistic cathedrals in the world. Several of the side chapels are, in themselves, magnificent sanctuaries.

I first saw the Cathedral in January 2001. It was as memorable as the walk that led up to it. Remember that this “tourist” from Boston was accustomed to churches that were much smaller, much newer, and (obviously) much less ornate.

The walk began at the Basilica di Santa Chiara and the Chiesa di Gesù Nuovo – two huge churches, one next to the other. I remember Santa Chiara’s vast but stark interior, dotted with small remnants of 14th-century frescoes, in contrast to the ornate interior of Gesù Nuovo. Then I reached Piazza San Domenico Maggiore, whose obelisk I remember well (but I don’t remember the larger obelisk of the Immaculate, in front of Gesù Nuovo). Inside the magnificent Church of San Domenico Maggiore, I remember the impression that the coffered ceiling made upon me. What a magnificent church! Any of these three churches would surpass most of the cathedrals in North America.

From San Domenico I headed east on Spaccanapoli, the street where pizza was invented ... and I ate a pizza! From there, I continued on Spaccanapoli and took a left on Via Duomo. The churches seemed to get bigger and bigger ... until ... I arrived at the Duomo.

My jaw dropped.

A colossal structure. Every side chapel seemed like a large church in itself. I remember the largest of these chapels, the Royal Chapel of the Treasure of St. Januarius – so large that it has its own cupola! I also remember another side chapel, which in itself is considered a basilica: the Basilica of St. Restituita, built in the fourth (!) century. I also remember the crypt, completely covered with marble (impressive, but not on the level of the stupendous crypt of the Duomo in Salerno).

I don’t think you can compare any other cathedral to that of Naples. With the main church, the fourth-century basilica, the Gothic chapel, the Renaissance crypt, and an abundance of Baroque decoration, this massive edifice eclipses most any other cathedral in the world.

To us Americans today it may seem strange to name a boy after the month of January (as Italians think it’s strange to name a girl June!). But Gennaro is one of the most popular names in Campania. My father was named Gennaro. He was named after his paternal uncle Gennaro, who was very beloved by my grandfather and who has many descendants today in Europe and in America.
Cupola della Cappella Reale di S. Gennaro
The dome of the Royal Chapel of St. Januarius
Il cancello della Cappella Reale di San Gennaro. Riuscite a credere che questa sia solo una cappella laterale?!
The gate of the Royal Chapel of St. Januarius. Can you believe that this is just a side chapel?!
O che questa sia solo una cappella laterale? La Basilica di Santa Restituita fu edificata nel quarto (!) secolo.
Or that this is just a side chapel?! The Basilica of St. Restituita was built in the fourth (!) century.

sabato 27 luglio 2019

25 immagini di Napoli / 25 images of Naples

Non c’è dubbio che Napoli, culturalmente parlando, sia la città più ricca, più magnifica, più colorata e più influente del mondo.

Proprio adesso, i fan di Parigi stanno deridendo, imprecando, e facendo smorfie. Ma non è questo il punto: il pregiudizio che gli altri europei nutrono verso Napoli? In nessun luogo quel pregiudizio è più forte che nel Nord Italia.

Tuttavia, contate la quantità di canzoni classiche napoletane che sono diventate famose in tutto il mondo. Se ne riesce a pensare di 50 velocemente; anche 100 non è difficile. Quante canzoni di Firenze o di Venezia conoscete? Se stiamo parlando di canzoni conosciute, Parigi ne ha dato al mondo due: Plaisir d’amour nel Settecento, e La vie en rose nel Novecento.  Ogni 200 anni inventano qualcosa. 

Resta il fatto che, prima di Garibaldi, Napoli era un centro culturale del mondo. Durante il periodo di Haydn, il sogno di un giovane compositore era di studiare non a Berlino, non a Vienna, ma a Napoli – che a quei tempi aveva QUATTRO importanti conservatori. Parigi e Berlino non hanno mai avuto quattro importanti conservatori in nessun momento della loro storia.

Si potrebbe parlare anche della pizza ... La pizza è il cibo più conosciuto e più amato in questo pianeta. Perché la bagna cauda non è così conosciuta o amata?  Perché tutto il mondo non sta divorando la vichyssoise in questo momento?

Ma non serve discutere della superiorità culturale di Napoli – perché è un fatto indiscutibile.

Ecco 25 foto che danno solo il più piccolo assaggio dello splendore mozzafiato di Napoli il suo famoso golfo.
   There can be no doubt that Naples is, culturally speaking, the richest, most magnificent, most colorful, and most influential city in the world.

Right about now, fans of Paris are grimacing and scoffing and cursing. But isn't that the point: the prejudice that other Europeans harbor towards Naples? Nowhere is that prejudice stronger than in Northern Italy.

However, count the amount of classic Neapolitan songs which became famous throughout the world. One can think of 50 quickly; even 100 is not hard.  How many songs from Florence or Venice do you know? If we're talking about known songs, Paris has given the world two: Plaisir d'amour in the 18th century, and La vie en rose in the 20th century.  Every 200 years they come up with something.

The fact remains that, before Garibaldi, Naples was a cultural center of the world. During the time of Haydn, the dream of a young composer was to study not in Berlin or Vienna but Naples – which, in those days, had FOUR important conservatories. Paris and Berlin never had four important conservatories at any point in their history.

One could speak also of pizza ... Pizza is the most widely known, and widely loved, food on this planet. Why isn't bagna cauda so known or loved? Why isn't the whole world devouring vichyssoise at this moment?

But there is no point arguing about the cultural superiority of Naples – because it is an unarguable fact.

Here are 25 photos which give only the tiniest taste of the breathtaking splendor of Naples and its famous bay.
Cattedrale di Napoli
Basilica di Santa Restituta
Piazza del Plebiscito & la Basilica reale di San Francesco di Paola
Carlo Brogni, Maccheronaio napoletano / Neapolitan macaroni-maker
Cuccumella / Neapolitan flip coffee maker
Enrico Caruso, il più gran tenore della storia, nacque a Via Santi Giovanni e Paolo, 7, vicino a Piazza Ottocalli, nel quartiere San Carlo all’Arena.
Enrico Caruso, the greatest tenor in history, was born on Via Santi Giovanni e Paolo, 7, near Piazza Ottocalli, in the San Carlo all'Arena district.
Casatiello
Chiesa di Gesù Nuovo
Giuseppe Sanmartino, Cristo Velato / Veiled Christ
Faraglione
Capri, Grotto azzurro
Galleria Umberto
Rovigliano
Vesuvio
Castello Nuovo
Piazza di San Lorenzo
Spaccanapoli
Pizza margherita autentica
Palazzo Donn’Anna
Gaiola
Piazza Trieste e Trento
Il Pino di Napoli era un albero, della specie Pinus pinea (pino domestico), che fino agli anni ottanta adornava gran parte delle cartoline con la veduta panoramica della città di Napoli e del golfo partenopeo, con il Vesuvio a fare da sfondo, un’immagine che lo ha reso tuttora un simbolo ben noto dell’oleografia napoletana. Si trovava in via Minucio Felice (traversa di via Orazio), in prossimità della chiesa di Sant’Antonio a Posillipo. In base all’analisi delle raffigurazioni precedenti, dovrebbe essere stato piantato dopo il 1855, o comunque divenuto adulto dopo tale data. Nonostante il valore storico, è stato abbattuto nel 1984 perché malato. Dopo l’abbattimento dell’esemplare originario, un nuovo pino di Napoli è stato piantato nel 1995 da Legambiente, che ogni anno celebra la ricorrenza dell’evento.
The pine tree of Naples was a tree, of the species Pinus pinea (domestic pine), which until the 1980s adorned many postcards with a panoramic view of the city of Naples and the Gulf of Naples, with Mt. Vesuvius in the background; the image became a well-known symbol of Naples. It was located in Via Minucio Felice (at the intersection of Via Orazio), near the church of Sant'Antonio a Posillipo. Based on the analysis of older images, it would have been planted after 1855, or at least became mature after that date. Despite its historical value, it was taken down in 1984 due to illness. After the demolition of the original specimen, a new Naples pine was planted in 1995 by Legambiente. Every year the planting of the new tree is commemorated.
Pulcinella
La tarantella
William Marlow, Vesuvius erupting at night
Photos: Wikipedia

Videte quoque:
25 immagini della Sicilia / 25 images of Sicily

lunedì 22 settembre 2014

Napoli ...

Cartolina dalla collezione di Leonardo Ciampa.
Postcard from the collection of Leonardo Ciampa.
Napoli... Adottando le parole di un personaggio pucciniano, quella parola profumata si vaga nello spirto e ascose fibre va a carezzare.

Napoli ha una grandiosità che uno straniero che conosce solo le città settentrionali non può concepire.

La prima volta che io misi piede sul suolo partenopeo fu nel settembre del 1995. Non c’è un’altra città italiana con tanta grandezza concentrata in un’area così piccola. Camminai attraverso la Galleria Umberto. Appena uscii l’ingresso principale, subito vidi il Teatro San Carlo. Si trova in Piazza Trieste e Trento, ove si trova anche il Palazzo Reale. La facciata principale del palazzo si affaccia su Piazza Plebiscito. Di fronte al palazzo, sul lato opposto di Piazza Plebiscito, vidi l’enorme colonnato che fiancheggia la Basilica di San Francesco di Paola (una delle più grandi strutture neoclassiche del mondo, modellato ispirandosi al Partenone). Tutti questi edifici stupendi sono concentrati in un’area con raggio inferiore a 100 metri – una camminata di 5 minuti! (Devo menzionare anche l’imponente Castel Nuovo, a 2 minuti a piedi dal San Carlo.) Questa passeggiata fu il mio primo impatto con Napoli. Figuratevi che impressione mi fece questa città.

Ai tempi dei Greci, furono costruite tre strade importanti che attraversavano Neapolis da ovest a est. All’epoca romana queste strade furono chiamate con nomi latini: decumano superiore (oggi dalla Via della Sapienza alla Via Santi Apostoli), decumano maggiore (oggi Via dei Tribunali) e decumano inferiore (oggi Spaccanapoli). È sorprendente che queste tre vie siano rimaste identiche sin dai tempi dei Greci. È ancora più sorprendente che, ad oggi, rimangano le vie principali per attraversare la città antica.

La mia seconda passeggiata napoletana avvenne nel gennaio del 2001. Dopo di visitare il Conservatorio di San Pietro a Majella (uno dei conservatori più storicamente importante del mondo) e di passare la Cappella Sansevero (un museo che caricava l’ammissione – nella mia tirchieria andai avanti, non sapendo che dentro c’era “Cristo Velato” di Sammartino!), la camminata iniziò alla Basilica di Santa Chiara e alla Chiesa del Gesù Nuovo – due grandissime chiese, una accanto all’altra. Di Santa Chiara mi ricordo l’interno vasto ma spoglio, cosparso di piccoli resti di affreschi trecenteschi, in contrasto con l’interno riccamente ornato del Gesù Nuovo. Poi arrivai alla Piazza San Domenico Maggiore, di cui ricordo bene l’Obelisco (ma non mi ricordo il più grande Obelisco dell’Immacolata davanti al Gesù Nuovo). Della magnifica Chiesa di San Domenico Maggiore m’impressionò il soffitto a cassettoni. Che chiesa magnifica! Ognuna di queste tre chiese supererebbe la maggior parte delle cattedrali del Nord America.

Da San Domenico mi diressi ad est su Spaccanapoli, la strada dove fu inventata la pizza... e una pizza mangiai! Da lì proseguì per Spaccanapoli e svoltai a sinistra in Via Duomo. Le chiese sembravano diventare sempre più grandi ... fino a quando ... arrivai al Duomo. Mi cadde la mascella. Una struttura mastodontica. Ogni cappella laterale mi sembrava in sé una grande chiesa. Ricordo la più grande di queste cappelle, la Cappella Reale del Tesoro di San Gennaro, così grande che ha la sua cupola! Ricordo anche un’altra cappella laterale, che di per sé è considerata una basilica: la Basilica di Santa Restituita, edificata nel IV (!) secolo. Mi ricordo anche la cripta, completamente ricoperta di marmo (impressionante però non all’altezza della stupenda cripta del duomo salernitano).

Non credo ci sia un altro duomo che possa reggere il paragonare con quello di Napoli. Con la chiesa principale, la basilica del IV secolo, la cappella gotica, la cripta rinascimentale, e la ricchezza di decorazioni barocche, questo massiccio edificio eclissa quasi tutte le altre cattedrali del mondo.

Quello che sto per dire può sembrare un’esagerazione poetica, ma è una dichiarazione veritiera: a Napoli c’è una musicalità nell’aria. La sentii il primo giorno che arrivai e mi sedetti al pianoforte. È inspiegabile, ma è reale. Non può essere coincidenza che i più grandi maestri di composizione del settecento (incluso Porpora, maestro di Haydn) fossero napoletani. In quel periodo, per studiare la composizione la mecca non era Berlino, non era Parigi, non era Londra, ma era Napoli. Nel settecento la città aveva QUATTRO conservatori!  Si vede, dunque, che la superiorità musicale di Napoli non si limiti solo ai tenori lirici e ai compositori di canti popolari.

È possibile che la magia di Napoli sia legata al Vesuvio? Uno sguardo alla mappa geografica ne rivela la sua spaventosa vicinanza. Più di un milione di abitanti di questa città vive proprio lì, ai piedi del vulcano, un vulcano vivo e fumante. Ancora una volta, mi potete accusare di esagerazioni poetiche. Però, bisogna dare credito a questo suolo vulcanico per la particolarità della sua uva (e di conseguenza del suo vino), dei suoi pomodori, dei suoi ortaggi. Grazie al sapore particolare di questi inimitabili prodotti della terra, la cucina napoletana ha influenzato e ispirato il resto del mondo.

Spirto partenopeo, sussurro gentil, deh! non cessar!
  Napoli... Borrowing the words of a Puccini character, that fragrant word wanders into my soul and caresses its hidden fibers.

Naples has a magnificence that a foreigner who knows only the northern cities cannot conceive.

The first time that I lay foot on Parthenopean soil was in September 1995.  There is no other Italian city with so much grandeur concentrated in such a small area. I walked through the Galleria Umberto. As soon as I exited the main entrance, I immediately saw the Teatro San Carlo. It's located in Piazza Trieste e Trento, where the Royal Palace is also found.  The main façade of the palace faces Piazza Plebiscito. In front of the palace, on the opposite side of Piazza Plebiscito, I saw the enormous colonnade which flanks the Basilica di San Francesco di Paola (one of the great Neoclassic structures of the world, modeled somewhat after the Parthenon). Imagine that all of these stupendous edifices are concentrated within a radius of less than 100 meters – a five-minute walk! (I must mention also the imposing Castel Nuovo, a two-minute walk from the San Carlo). This excursion was my very first impression of Naples. You can just imagine what kind of impact this city made on me.

In Greek times, there were three main streets that ran the length of Neapolis west to east.  In the Roman era, they were given Latin names: decumano superiore (today from Via della Sapienza to Via Santi Apostoli), decumano maggiore (today the Via dei Tribunali) e decumano inferiore (today Spaccanapoli). It is amazing that these three roads have not been moved since Greek times.  But it's even more amazing that, to this day, they remain the main thoroughfares of the historic part of the city.

I made my second Neapolitan excursion in January 2001.  After visiting the Conservatorio di San Pietro a Majella (one of the most historically important conservatories in the world), and passing by the Cappella Sansevero (a museum that charged admission – in my cheapness I continued on, not knowing that inside was Sammartino's "Veiled Christ"!), the walk began at the Basilica di Santa Chiara and the Chiesa di Gesù Nuovo – two huge churches, one next to the other.  I remember Santa Chiara's vast but stark interior, dotted with small remnants of 14th-century frescoes, in contrast to the ornate interior of Gesù Nuovo. Then I reached Piazza San Domenico Maggiore, whose Obelisk I remember well  (but I don't remember the larger Obelisk of the Immaculate, in front of Gesù Nuovo). Inside the magnificent Church of San Domenico Maggiore, I remember the impression that the coffered ceiling made upon me. What a magnificent church!  Any of these three churches would surpass most of the cathedrals in North America.

From San Domenico I headed east on Spaccanapoli, the street where pizza was invented ... and I ate a pizza!  From there, I continued on Spaccanapoli and took a left on Via Duomo.  The churches seemed to get bigger and bigger ... until ... I arrived at the Duomo. The jaw dropped. A colossal structure.  Every side chapel seemed like a large church in itself.  I remember the largest of these chapels, the Royal Chapel of the Treasure of St. Januarius – so large that it has its own cupola!  I also remember another side chapel, which in itself is considered a basilica: the Basilica of St. Restituita, built in the fourth (!) century.  I also remember the crypt, completely covered with marble (impressive, but not on the level of the stupendous crypt of the Duomo in Salerno).

I don't think you can compare any other cathedral to that of Naples. With the main church, the fourth-century basilica, the Gothic chapel, the Renaissance crypt, and an abundance of Baroque decoration, this massive edifice eclipses most any other cathedral in the world.

The following sentence might seem like a poetic exaggeration, but it is a truthful statement: in Naples there is a musicality in the air.  I felt it the first day that I arrived in Naples and sat down at the piano.  It is unexplainable, but it is real.  It cannot be a coincidence that the greatest composition teachers of the 18th century (including Porpora, Haydn's teacher) were Neapolitan. At that time, to study composition, the mecca was not Berlin, not Paris, not London, but Napoli. In the 1700s the city had FOUR conservatories! You see, then, that Naples's musical superiority is not confined to operatic tenors and composers of popular songs in dialect.

Could the magic of Naples be related to Vesuvius? A glance at the map reveals its frightening proximity: Naples's million-plus inhabitants live right there, at the foot of the volcano – a live, smoking volcano. Once again, you might accuse me of poetic exaggerations. But at very least, you can give some credit the volcanic soil for the inimitable grapes (and, consequently, wine), tomatoes, and other vegetables which aroused Naples to create a cuisine that has influenced and inspired the rest of the world.

Parthenopean spirit, may your kind whisperings never cease!
Castel Nuovo (a.k.a., Maschio Angioino)
Wikipedia
Galleria Umberto
vesuviusvspompeii.com
Galleria Umberto
bestourism.com
“Appena uscii l’ingresso principale, subito vidi il Teatro San Carlo.”
“As soon as I exited the main entrance, I immediately saw the Teatro San Carlo.”
Wikipedia
L’ingresso principale.
The main entrance.
Wikipedia
Piazza Trieste e Trento: Galleria Umberto & Teatro San Carlo.
Wikipedia
Palazzo Reale (facciata principale)
Royal Palace (main façade)
Wikipedia
Basilica di San Francesco di Paola
Wikipedia
Questa vista a volo d’uccello dimostra la concentrazione di queste magnifiche strutture. Si vedono la Basilica di San Francesco di Paola sulla sinistra, il Palazzo Reale sulla destra, e dietro il palazzo (con la grande cupola scura) la Galleria Umberto.

This bird's eye view shows the concentration of these magnificent structures.  You see the Basilica di San Francesco di Paola on the left, the Royal Palace on the right, and behind the palace (with the large, dark cupola) the Galleria Umberto.
Campaniatour.it
“Vesuvio in Eruzione,” cartolina storica (timbro postale 1905), dalla collezione di Leonardo Ciampa.
"Vesuvius Erupting," historic postcard (postmarked 1905), from the collection of Leonardo Ciampa.
Quest’articolo è stato scritto nel settembre 2014. L’ultima revisione: settembre 2021.
This article was written in September 2014. Latest revision: September 2021.

sabato 29 marzo 2014

Buon compleanno, Errico Alvino

Buon compleanno, Errico Alvino (nato Milano, 29 marzo 1809 – morto Roma, 7 giugno 1872). Sebbene nato a Milano, Alvino fu uno degli architetti più importanti di Napoli.  Il suo lavoro più famoso è la facciata neomoresca dello stupendo Duomo di Amalfi.

Happy Birthday, Errico Alvino (born in Milan, 29 March 1809 – died in Rome, 7 June 1872). Though born in Milan, Alvino was one of the most important architects in Naples. His most famous work is the Neo-Moorish façade of the stupendous Amalfi Cathedral.

Wikipedia